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Musiche, canti e danze tradizionali
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DISCOGRAFIA - "Passa ripassa"
   

Come spesso accade alle tesi universitarie, l'ottimo lavoro di Giuliano Biolchini con Roberto Leydi sui canti e balli del Frignano giaceva da tempo inutilizzato nei polverosi scaffali dell'Università di Bologna. La frequentazione delle feste tradizionali della zona, l'amicizia con Giuliano e il desiderio di realizzare un lavoro musicale partendo da un testo fisiologicamente inappuntabile, ci ha spinto ad affrontare questa incisione con grande entusiasmo ed interesse.
La scelta dei brani - fra i numerosissimi raccolti da Biolchini - ha seguito due nuclei tematici separati e complementari. da un lato abbiamo affrontato il repertorio strumentale, stupiti dall'eleganza e dalla varietà dei brani; dall'altro abbiamo selezionato i brani cantati seguendo il tema dei fatti di sangue e delle tristi storie, tentando di evitare la riproposizione dei canti più noti e dedicandoci in primo luogo ai pezzi più strettamente legati al territorio del Frignano.
Il lavoro per noi più interessante e divertente si è certamente svolto nell'arrangiamento dei brani: scelta degli strumenti, seconde e terze voci, tempi. L'ampio strumentario a disposizione ci ha permesso di mantenere come uno dei punti cardine la varietà coloristica e la ricchezza dei suoni proposti, senza perdere di vista una fondamentale correttezza nella riproposizione. Crediamo che il criterio adottato di unire la precisione del lavoro di Biolchini e la varietà dell'insieme dei brani così come sono risultati al termine del lavoro, sia un tentativo serio e allo stesso tempo giocoso di riprodurre un repertorio altrimenti destinato all'oblio.
Con il medesimo spirito speriamo di portare a termine un ampio progetto pluriennale con le fonoteche di Pavullo, Nonantola e Carpi per la realizzazione di una trilogia dedicata ai vari repertori dell'intera Provincia modenese e zone prossime, di cui questo cd è il primo capitolo.

Pìvari Trio

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RECENSIONI

Jean-Luc Matte - Trad magazine luglio/agosto 2003 - Recensione pag 102
"La loro interpretazione non tende tuttavia ad una semplice restituzione, come testimonia l'uso del violoncello o della nyckelharpa in aggiunta all' impiego di strumenti più tradizionali: baghèt, ciaramella, organetto diatonico, ocarina, clarinetto. No, la loro interpretazione, tutte per mezze tinte, mai sovraccarica, pone in risalto soprattutto queste linee melodiche che davvero lo meritano, con scelte sempre ben ponderate..."
(traduzione dal francese di Fabio Bonvicini)

Paolo Zara da Folk Bullettin Giugno 2003
"Un album di grande interesse e di buon livello da non perdere, accompagnato da un esauriente libretto con tutti i testi, ampie note informative e un'accurata scheda di presentazione di ogni pezzo."

Claudia Paparella - "Gazzetta di Modena" 25 marzo 2003
"Prima che il fuoco si spenga sotto la cenere della musica, dei canti e dei balli della terra di Modena, tre Pivari dei nostri tempi lo riaccendono con le migliori cure, filologia e competente dedizione... I tre, alternandosi ai flauti, all'organetto, al baghèt, alla ciaramella, alla ghironda, hanno realizzato arrangiamenti che raddoppiano le voci, rivitalizzando tempi
E colori senza minacciare tuttavia la fedeltà della riproposizione.
Bellissimo dunque ascoltare la Mazurca e il frammento originario di Rusinot, le voci degli anziani che hanno la terra nel cuore; rivivere il rito del "Maggio delle ragazze" e le monferrine che l'accompagnano o le tante danze raccolte in suite con quella capacità viva, piuttosto che agiografica, di riappropriarsi del passato alla lente delle proprie esperienze artistiche e gusti di ascolto."

Ciro De Rosa - World Music Magazine n. 61 (2003)
"Motivo caratterizzante di questa raffinata e deliziosa opera prima in diciassette tracce del Pìvari Trio è il recupero del vissuto sonoro dell’Appennino modenese, con la scelta rivolta ai repertori strumentali e vocali del territorio del Frignano, e in particolare una manifesta predilezione per i canti che narrano fosche storie di sangue. Pur non rinunciando al rispetto delle fonti, i tre superano la mera riproposta calligrafica, abbracciando con entusiasmo la libertà timbrica, avvertibile nell’innesto di ciaramella, baghèt e nyckelharpa, che affiancano l’ampio ventaglio strumentario – flauti, organetti, ocarina violoncello, ghironda, mandoloncello, clarinetto. Il trio si prende licenze sugli arrangiamenti, con un congeniato dialogo tra le singole voci strumentali, frutto del sagace incontro tra verve popolare e lunghe esperienze di musica classica e antica."

Giorgio Pacchioni
"Ho ascoltato con molta attenzione ed interesse il CD "Passa ripassa" prodotto da Pivari trio. La prima impressione è stata di simpatia e comunicativa immediata, impressioni che sono andate colmandosi di sentimenti antichi e nascosti nel mio profondo, richiamati in vita come per effetto di empatia facendo vibrare in me corde nascoste e mai sopite. La tradizione vive in loro, ma non è trattata in modo museale, bensì essa si evolve tingendosi di vite vissute, di esperienze nuove e colorazioni inaspettate, stranamente, essa acquista così una valenza storica che va molto al di la di una riesposizione filologica, diventando tradizione proiettata e fruita nel nostro mondo assetato di verità e dipinto di falsi miti."
Giorgio Pacchioni

Pino Salamone
"Complimenti di nuovo per il magnifico lavoro del cd."

Silvio Trotta, Musicanti del piccolo borgo
"Ho ricevuto e ascoltato diverse volte il vostro Cd. Complimenti sia per le esecuzioni sia per aver scelto di far ascoltare anche le registrazioni sul campo, interessanti e sempre emozionanti."

Aurelio Citelli, Barabàn
"Anch'io ho ascoltato il vostro disco e ho molto apprezzato i canti, le atmosfere e il bel lavoro di accostamento ricerca-riproposta. Spero che, in futuro, si possa trovare qualche forma di collaborazione o scambio di esperienze."
Un caro saluto.
Aurelio

Karsten Rube da Folk World cd Reviews (Germania)
"Ritengo una nobile opera recuperare i tesori musicali di una regione per preservarli, e così ci si può solo rallegrare del gruppo Pivari Trio della regione italiana del Frignano, poiché il loro CD di debutto "Passa ripassa" è una riuscita e benefica documentazione regionale, alla quale, piacevolmente, manca qualsivoglia strillo da mercato."

 
 
 
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